Ho trascorso circa venti anni della mia vita insegnando Matematica, Fisica e Informatica nei corsi PNI di un Liceo Scientifico sperando che questa sperimentazione potesse servire, prima o poi, a migliorare l'asse formativo dell'istruzione dei giovani cittadini italiani.
Oltre ai miei diretti utenti, gli studenti e i loro genitori, nessun altro dei miei superiori si è mai interessato al mio lavoro. Nessuno dei miei superiori in scala gerarchica mi ha mai convocato per sapere come andava. Spero che qualche mio collega sia stato più fortunato, ma non ne ho notizia.
Non mi risulta che politici o giornalisti si siano mai documentati sull'andamento di questa o altre sperimentazioni fiorite in italia negli scorsi decenni.
Comunque io ho cercato di fare il possibile per informare pubblicamente l'utenza di come lavoro, pagando a mie spese un provider e pubblicando programmi di lavoro, verifiche, programmi svolti.
Le azioni più notevoli con cui i ministri competenti in questi venti anni hanno influenzato il mio lavoro sono state le seguenti
Abolizione degli esami di riparazione.
Un ministro decise che gli insegnanti agli scrutini finali dovessero dichiarare il falso assegnando un 6 nelle materie insufficienti, in attesa che negli anni seguenti il debito formativo venisse sanato (questo era il gergo allora in uso).
Generazioni di studenti hanno percorso gli studi liceali con insufficienze costanti in metà delle materie. Speriamo che ciò abbia contribuito a farne ottimi cittadini e stimati professionisti.
Le commissioni d'esame.
Un ministro, che credo avesse frequentato le medie superiori in una scuola privata, decise che dovessero essere formate completamente da insegnanti interni con un presidente unico per tutte le quinte della scuola.
Un ministro successivo ha trovato la cosa ridicola e ha disposto che le commissione dell'Esame di Stato fossero miste (presidente e tre membri esterni più tre membri interni). Per essere ammessi all'esame gli studenti dovevano avere la media non minore di 6.
Un ulteriore ministro, molto più rigoroso, ha deciso che da quest'anno, chi non ha tutte sufficienze non può essere ammesso. Non credo abbia statistiche su quanti studenti l'anno scorso avessero almeno una insufficienza finale perché altrimenti si sarebbe reso conto che quest'anno, se non sono successi miracoli nelle scuole, agli esami sarebbe ammesso circa un 20% degli studenti delle attuali quinte.
Il riordino degli studi
Per portare un po' di ordine nella confusione delle sperimentazioni pullulate negli istituti superiori, le si aboliscono tutte, portando le ore settimanali di lezione da 32 o più a 27. La giustificazione di questo repulisti è che non è detto che più ore di lezione implichino una istruzione migliore.
Ma, secondo le vecchie regole della logica aristotelica, non è detto che allora meno ore di lezione implicano una istruzione migliore.
Ad esempio, è difficile dimostrare che nelle sperimentazioni dove si studiavano due lingue straniere, studiandone una sola, si imparino più lingue. E con due ore di fisica o filosofia alla settimana, si imparerà più fisica o filosofia che con tre?
Gli insegnanti.
Come molti pubblici dipendenti, anche molti insegnanti sono di troppo e fannulloni. La truppa va sfoltita. Calando di circa un sesto le ore di lezione, si può ridurne di un sesto il numero. Se poi si mandano via i più vecchi, si possono pagare stipendi inferiori.
Non passa giorno che qualche autorevole personaggio in Europa e in Italia non dica che lo stato sociale, con le vecchie regole, ha costi non più sostenibili e che bisogna aumentare l'età del pensionamento. Ma anche l'istruzione pubblica ha costi non più sostenibili. Anche questa va ridimensionata drasticamente.
In futuro, chi vuole una pensione, se la paghi direttamente. E pure chi vuole una istruzione per i propri figli, se la paghi direttamente. Se no si accontenti di qualche badante.
Me stesso
Io avrei volentieri continuato a insegnare per altri due anni, terminando il triennio della attuale terza secondo i vigenti programmi PNI. Poi, arrivando le terze 'riordinate', mi sarei congedato volentieri perché mi sarei un po' vergognato a lavorare nella scuola 'riordinata'. Ma al mio dirigente (il mio preside, per intenderci) è arrivata dal Ministero l'ingiunzione di licenziarmi perché ho già quaranta anni di contributi pensionistici.
Auguri a chi rimane e ai nostri giovani, nella speranza che non sia vero che, come sostiene M. Hack, "governanti ignoranti e irresponsabili avviano verso una fase di sottosviluppo" il nostro paese (Le Scienze n.499, Marzo 2010, pag. 16).
Marzo 2010
R. Bigoni